IT DE EN
Papa.

Architettura

Entrati in paese, ci accoglie la bella e armoniosa piazza della Pieve, oggi intitolata a Papa Luciani, su cui centro si affaccia la chiesa in cui egli ricevette i primi Sacramenti e al cui centro si erge la bella fontana in pietra dell’architetto Giuseppe Segusini (1801-1876).

Nonostante alcuni mutamenti apportati al suo patrimonio edilizio per adattarlo alle esigenze dei nostri tempi, Canale ha conservato oltre un centinaio di tabià (fienili) e rustici che mantengono del paese quell’immagine tipica alpestre che molti altri paesi di montagna hanno purtroppo perduto.
Si tratta di tipiche costruzioni in legno per la conservazione e l’essicazione del fieno tagliato. I più antichi sono costruiti con la tecnica del Blockbau germanico (incastellatura di travi) sopra un piano in muratura; quelli novecenteschi sono costituiti da un piano terra in muratura e da due piani sopraelevati innalzati con assi di legno su castello di travi; un solo esempio (in via Tancon) è costruito interamente in muratura con aperture ad arco.

Oltre ai caratteristici tabià vi sono pure vari esempi di abitazioni in muratura con i caratteristici angolari in graffito, i tipici ovali delle finestre della soffitta e gli stipiti lavorati in pietra dolomitica che arricchiscono la piazza della Pieve e gli antichi scorci del paese, come pure le frazioni circostanti e dei vicini centri di Vallada Agordina, Caviola e Falcade. Molti di questi edifici conservano affreschi sulle facciate esterne, tanto da far definire la zona come “la Valle con i santi alle finestre” (Enzo Demattè, 1958).

Le costruzioni più interessanti di tutte sono certamente Casa Vendramìn in località Val (risalente al 1421) e la Casa delle Regole, edificio del 1640, completamente affrescato, in cui si riunivano i capi famiglia per prendere decisioni relative all’amministrazione della comunità. Tra la piazza della Pieve e la piazzetta Tancon si snodano vari edifici del Cinque-Seicento che emanano una suggestiva atmosfera antica e misteriosa nel loro ieratico silenzio secolare.