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LA PRIMA LATTERIA COOPERATIVA D'ITALIA

A Forno di Canale (oggi Canale d'Agordo) nacque, nel 1872, la prima latteria cooperativa istituita in Italia, ad opera dell'arciprete di Canale d'Agordo don Antonio Della Lucia (1824-1906). Il sacerdote, nato a Frassené Agordino, era stato cooperatore e mansionario del vicino paese di San Tomaso Agordino, dove era parroco don Martino Ghetta. Questo sacerdote appassionò don Antonio alle questioni sociali, tanto che quest'ultimo, nominato pievano di Canale nel 1860, cominciò a pensare a un'efficace soluzione che potesse mettere freno alle numerosissime emigrazioni che si verificarono dopo l'annessione della zona dall'Impero Austriaco al Regno d'Italia. Così egli stesso ideò un sistema collettivo di lavorazione del latte i cui proventi potessero essere investiti per il bene comune. Nella sua stessa canonica iniziò l'esperimento insieme ad alcuni amici. Il successo di tale opera portò alla costruzione dell'attuale latteria cooperativa nel 1890 e all'esportazione di tale modello in tutto il Regno d'Italia. L'idea gli valse la nomina a cavaliere del Regno offertagli dal Re Vittorio Emanuele II.
Il sacerdote non si fermò tuttavia qui. Infatti già nel 1868 aveva istituito a Canale il primo asilo rurale della provincia. In seguito creò le prime biblioteche circolanti (i libri venivano portati per le case con dei carretti per incentivare la gente a leggere), le cooperative di consumo, le casse rurali, le società di mutuo soccorso per gli animali bovini e molte altre iniziative volte allo sviluppo umano, sociale, economico, politico e religioso della sua parrocchia e della sua zona.
Don Antonio Della Lucia fu pure il parroco della futura madre di Albino Luciani, Bortola Tancon (1879-1948), del suo futuro parroco don Filippo Carli (1879-1934) e di padre Felice Cappello, detto il "confessore di Roma" (1879-1963), di cui è in corso la causa di beatificazione. In essi Della Lucia instillò una grande e profonda passione per il catechismo e per l'annuncio del Vangelo, tanto che Bortola Tancon era considerata la più brava catechista del paese e don Filippo Carli (divenuto a sua volta arciprete di Canale d'Agordo dal 1919 al 1934) fu il principale formatore di Albino Luciani.