Le Origini del Paese
Le prime testimonianze dell’esistenza del paese si trovano in un documento redatto a Carfon di Canale (allora detto Conforio) il 12 maggio 1148 che certifica la donazione di alcuni terreni fatta dal pievano di Agordo alla sua consanguinea Sibilina; in esso è nominato il villaggio di Peteguno (cioè Pettigogno: la parte centrale del paese di Canale). Successivamente il paese è nominato nella bolla di Papa Lucio III del 1185, dove è citato insieme all’antichissima chiesa di San Simon di Vallada, allora detta San Simon di Canale (“cappellam Sancti Simonis Canalis, de supra”). Verso il XIV secolo iniziò l’attività estrattiva nelle miniere di rame del Sass Négher (derivato da due solfuri: la bornite e la calcopirite) e in quelle di ferro di Sàis, entrambe montagne della Val di Garés: nacquero così le fucine per fondere i metalli in località “I Forn” e “Medavàl”. Con il ferro di queste fonderie venivano forgiate ottime spade per la Serenissima.
La vita politica era organizzata dalle Regole (una forma di governo del territorio boschivo, prativo e pubblico) in modo democratico, con poteri e dignità uguali per tutti i capifamiglia. Nell’odierno comune di Canale ve n’erano ben tre. I rappresentanti delle Regole eleggevano in sinu due deputati che partecipavano al Sindacato Generale dell’Agordino.
Per quanto concerne la vita religiosa, grande importanza assunsero le Confraternite e, prima fra tutte, quella della Beata Vergine dei Battuti di cui, accanto alla chiesa, sorge la vecchia sede. Anticamente essa era sorta vicino alla chiesa di San Simon di Vallada Agordina (il vetusto edificio è rimasto ancora ben conservato accanto alla chiesa) e nel XV secolo si era trasferita a Canale. Essa aveva il compito di dare ai viandanti cibo e alloggio spirituale, ma per non più di tre giorni. Le Confraternite si occupavano inoltre anche della direzione economica della chiesa. Spesso erano legate al titolo di un altare della Pieve: così quella del Santissimo, del Santo Rosario, di Sant’Antonio da Padova, del Suffragio.
Eminenti personaggi hanno avuto i natali nella Pieve di questo paese, comprendente pure i vicini paesi di Caviola, Falcade e Vallada: primo fra tutti il papa Giovanni Paolo I (Albino Luciani, 1912-1978), che sta per salire all’onore degli altari; gli scultori Giovanni Marchiori (1696-1778), Benedetto Da Pos (1831-1920), Pietro Lazzaris (1857-1917), Amedeo Da Pos (1870-1966), Augusto Murer (1920-1985), Dante Moro (1933-2009); i pittori Giuseppe Zais (1709-1781), Giuliano De Rocco (1934) e Dunio Piccolin (1975); il poeta contadino Valerio Da Pos (1740-1822); i poeti vernacolari Luigi Lazzaris (1816-1906) e Pietro Follador (1827-1872); lo storico Francesco Pellegrini (1826-1903); il gesuita padre Felice Cappello, detto “il confessore di Roma” (1879-1962), di cui è aperto dal 1988 il processo di beatificazione; il campione mondiale dello sci da fondo di Oslo nel 1966 Franco Manfroi (1939-2005).
Qui, grazie all’arguzia dell’arciprete don Antonio Della Lucia (1824-1906), fu creata la Prima Latteria Cooperativa d’Italia (1872), tuttora ben visibile al centro del paese e il primo asilo rurale della provincia di Belluno (1868). Qui nel 1847 la famiglia Zannini fondò una delle prime birrerie industriali del Lombardo-Veneto austriaco, trasferitasi in seguito a Pedavena.
Nel XIX secolo cominciò a fiorire il turismo con la nascita del primo albergo della Val del Biois “Al Gallo”, condotto dalla famiglia Dartora. Esso servirà ai primi escursionisti che scendevano dalle Pale di San Martino attraverso l’Altopiano delle Comèlle. Ad esso si ristorarono, nell’estate 1857 l’alpinista irlandese John Ball (1818-1889), nell’estate 1865 l’alpinista britannico Francis Fox Tuckett (1834-1913), il geografo Olinto Marinelli (1876-1926) e nel 1899 l’alpinista Alfred von Radio-Radiis.





