Tradizioni di Canale d'Agordo
Molte sono le tradizioni che arricchiscono il paese e l’intera vallata. Per menzionarne soltanto alcune, citiamo i pavarùi, fuochi che vengono accesi sulle cime delle maggiori montagne e nei dintorni del paese la sera della vigilia della festa dell’Epifania, antico retaggio precristiano di riti propiziatori del nuovo anno, che con il Cristianesimo hanno assunto il significato di illuminare la strada ai Re Magi.
Altrettanto suggestiva è la tradizione della Thinghenésta, unica maschera femminile dell’antico carnevale ladino, ragazza bellissima scelta annualmente tra le fanciulle più affascinanti del paese per guidare, il martedì grasso, il corteo dei matiéi (maschere colorate), lacché, sassìgn (assassini) e molte altre maschere, simbolo della rinascita della primavera come rito propiziatorio precristiano.
Altrettanto suggestiva è la tradizione della Thinghenésta, unica maschera femminile dell’antico carnevale ladino, ragazza bellissima scelta annualmente tra le fanciulle più affascinanti del paese per guidare, il martedì grasso, il corteo dei matiéi (maschere colorate), lacché, sassìgn (assassini) e molte altre maschere, simbolo della rinascita della primavera come rito propiziatorio precristiano.
Interessante pure la tradizione del tiro al vof il giorno di Pasqua, quando sulla piazza della Pieve viene allestita una gara di lancio di una moneta con la quale il candidato deve prendere delle uova sode colorate poste sul pavimento, uova che venivano un tempo benedette dal Pievano.
Grande afflusso ha sempre richiamato la tradizionale Sagra de San Doàne, il 24 giugno, quando, dopo la messa solenne, si dà inizio a una importante fiera ricca di bancarelle di ogni colore. La festa patronale di San Giovanni, un tempo molto sentita in tutto l’Agordino, inaugurava la stagione estiva.
Ricca di colori e di suoni è pure la Desmontegàda, verso la terza settimana di settembre, giorno in cui si festeggia la discesa del bestiame dai pascoli, che nel vicino centro di Falcade assume una connotazione molto allegra.
Circa l’arte culinaria, tra i piatti tipici ricordiamo in particolare quelli della festa: i carfógn (crostoli con ripieno di papavero e talvolta anche cioccolato), le lasagne da pavàre e le paste da fornèl (pastasciutta al papavero), queste ultime cucinate la notte di Natale.
Grande fascino hanno pure gli antichi canti patriarchini di origine orientale, eseguiti dalla Schola cantorum parrocchiale nelle festività maggiori dell’anno.





