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Architettura

Nonostante alcuni mutamenti apportati al patrimonio edilizio, per adattarlo alle esigenze dei nostri tempi, Canale d'Agordo ha conservato oltre un centinaio di tabià (fienili) che mantengono quell'immagine tipica alpestre che molti altri paesi di montagna hanno purtroppo perduto. Si tratta di tipiche costruzioni in legno per la conservazione e l'essiccazione del fieno tagliato. I più antichi sono costruiti con la tecnica del Blockbau germanico (incastellatura di travi) sopra un piano in muratura; quelli novecenteschi sono costituiti da un piano terra in muratura e da due piani sopraelevati innalzati con assi di legno su castello di travi. Un solo esempio (in via Tancon) è realizzato interamente in muratura con aperture ad arco.

Oltre ai caratteristici tabià vi sono anche vari esempi di abitazioni in muratura con i tipici angolari in graffito, gli ovali delle finestre della soffitta e gli stipiti lavoranti in pietra dolomitica. Molti di questi edifici conservano antichi affreschi sulle facciate esterne, tanto da far definire la zona come "la Valle con i Santi alle finestre" (Enzo Demattè, 1958).

Le costruzioni più interessanti sono certamente la Casa Vendramin in località Val (risalente al 1491) e la Casa delle Regole, edificio del 1640, completamente affrescato, in cui si riunivano i capi famiglia per prendere decisioni relative all'amministrazione della comunità. L'edificio è l'unico esempio di Casa delle Regole sopravvissuto in Agordino ed è uno dei più tipici delle Dolomiti. Tra piazza Papa Luciani e la piazzetta Tancon si snodano vari edifici del Cinque-Seicento che emanano una suggestiva atmosfera antica.

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