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Opere in onore di Giovanni Paolo I

 

L’altare verso il popolo di Dante Moro (1979)

Di rilevante interesse è l’altare eseguito da Dante Murer Moro, scultore di Falcade (1930-2009), in occasione della visita a Canale d'Agordo di Giovanni Paolo II, avvenuta nel 1979. L'opera si presenta come una breve sintesi della vita di Albino Luciani e ne focalizza i momenti più importanti: dal periodo della sua infanzia e giovinezza quando portava al pascolo le mucche, ascoltava il catechismo sulle ginocchia di mamma Bortola e a sua volta, da chierico, lo insegnava ai bambini (sulla sinistra), agli anni del Concilio, all’abbraccio con i bambini e all’incontro con il cardinale Wojtyla (sulla destra). Ma è la scena centrale quella che attira maggiormente l'attenzione e che sintetizza tutta la fede e la spiritualità di Albino Luciani: vi è raffigurato Cristo mentre gli consegna le chiavi del Pontificato, aiutandolo con la mano destra a sostenerne il peso. Ai lati dell’altare sono raffigurate le tre virtù teologali: Fede (la conversione di San Paolo), Speranza (le mani protese verso l’alto) e Carità (dar da mangiare agli affamati) oltre all’Umiltà, la virtù scelta come motto episcopale da mons. Luciani, qui raffigurato mentre va a trovare gli ammalati.

I medaglioni di Massimo Facchin (1980)

Sulla facciata della casa parrocchiale furono posti, nel 1980, due eleganti medaglioni di Massimo Facchin, scultore e pittore di Lamon (BL), nato nel 1916. L'artista ha voluto raffigurare le effigi di papa Giovanni Paolo I e di papa Giovanni Paolo II rivolte l'una verso l'altra, che si sorridono a vicenda. Al centro è stata posta una lapide a ricordo della visita di Karol Wojtyla nella terra natale del suo predecessore, il 26 agosto 1979.

"Umiltà", la statua di Riccardo Cenedese (1982)

La statua di bronzo realizzata da Riccardo Cenedese rappresenta il Pontefice mentre affida la sua mitria ad un bambino. Ciò simboleggia l'umiltà, la semplicità e la straordinaria capacità di dialogo con i piccoli di Papa Luciani. Davanti a questa statua, il 25 febbraio 2001, l'allora vescovo di Belluno-Feltre Vincenzo Savio e il fratello del Papa Edoardo Luciani hanno posto il primo dei registri dove i numerosissimi pellegrini che visitano la chiesa di Canale possono scrivere ricordi, preghiere e testimonianze di grazie ricevute.

La via Crucis di Franco Murer (2008)

In occasione del trentennale dell'elezione e dell'improvvisa morte di papa Luciani, la comunità di Canale d'Agordo ha ritenuto opportuno ricordare un così importante anniversario realizzando una Via Crucis lungo uno dei tracciati più suggestivi del paese: la strada silvo-pastorale di Cavallera.
Le formelle bronzee sono state fuse dall'artista Franco Murer di Falcade, figlio di Augusto Murer e autore della Fontana dedicata a S.S.Benedetto XVI in Vaticano (2010). Le formelle sono state poste su massi di dolomia, la pietra che caratterizza le montagne localei, e sono state offerte da diverse persone, famiglie, gruppi estimatori e devoti di papa Giovanni Paolo I.

Il percorso è costituito da 15 stazioni che collegano Piazza Papa Luciani all'ultima propaggine del comune di Canale, prospiciente il cimitero di Caviola ed è lungo circa 1500 metri. Chiunque voglia ammirare l'opera o pregare davanti alle stazioni lo può fare comodamente nella bella stagione, mentre nel periodo invernale il sentiero è coperto di neve e ghiaccio e le formelle sono spesso nascoste dal manto nevoso.


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